dash cam legale



 

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la dash cam è legale in Italia?


dash cam è legale in Italia?


 

Le principali domande legate al mondo delle dash cam che ricorrono più frequentemente sono:

La dash cam è legale in Italia?

Posso montare una dash cam?

smart dash cam GN700 è legale

La risposta è SI,

puoi montare una dash cam
Telecamera Difesa Automobilista - the next generation
rispettando solo alcune semplici condizioni.

Da un'attenta analisi e valutazione della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, di videosorveglianza, di documenti, provvedimenti e chiarimenti espressi dal Garante per la protezione dei dati personali, è possibile affermare che l'utilizzo di una dash cam Telecamera Difesa Automobilista - the next generation  da parte di persone fisiche per fini esclusivamente personali è consentito durante la circolazione sulle strade, perchè non è soggetto all'applicazione del Codice in materia di protezione dei dati personali.

Le uniche condizioni richieste per un utilizzo legale in Italia sono:

  • i dati registrati dalla dash cam, utilizzata per riprendere quanto accade nelle vicinanze del veicolo durante la circolazione sulle strade, non devono essere comunicati sistematicamente ovvero diffusi a terzi
  • l'adozione di cautele a tutela dei terzi (responsabilità civile e sicurezza dei dati), affinchè i dati non vengano sottratti illecitamente
  • il campo visivo di ripresa sia limitato al solo spazio necessario alle finalità prefissate (protezione e tutela personale in caso di incidenti od altri eventi significativi durante la circolazione stradale).

Montare una dash cam  Telecamera Difesa Automobilista - the next generation su un veicolo consente di registrare per fini personali quanto succede sulla strada, perchè sulla strada può succedere di tutto quando meno te lo aspetti; disporre di un video di quanto accaduto consente una ricostruzione fedele della realtà, dunque una protezione personale sia sul piano civile (per eventuali richieste di risarcimento danni), che su quello penale (lesioni personali stradali, omicidio stradale) ma anche amministrativo (sanzioni amministrative pecuniarie ed accessorie).

Per maggiori dettagli sulla normativa vigente? Clicca qui

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un video può essere una prova?


 
 

Un'altra domanda che ricorre di frequente è:

si possono utilizzare i filmati di una dash cam come fonte di prova?

 

La risposta è SI

è possibile utilizzare i filmati di una dash cam
Telecamera Difesa Automobilista - the next generation
in un processo civile (risarcimento danni) ed
in un processo penale (lesioni personali stradali ed omicidio stradale).

 
 

Schema per comprendere l'utilità delle dash cam della gamma Telecamera Difesa Automobilista - the next generation per chi guida un veicolo a motore.

Lo schema ben chiarisce l'utilità di una dashcam ma non offre una risposta sul perchè, ad oggi, in Italia non vi sia ancora una giurisprudenza consolidata sull'utilizzo delle dash cam; tale situazione è dovuta al fatto che spesso, grazie alla ricostruzione reale di quanto accaduto, si raggiungono accordi stragiudiziali di risarcimento prima di processi o citazioni in giudizio, risparmiando tempo, burocrazia e denaro per spese legali.

Per poter rispondere a questo interrogativo è necessario comprendere come funziona in Italia il sistema assicurativo e la liquidazione dei danni provocati da incidente stradale.
Partiamo innanzitutto da un elemento conosciuto da tutti: i veicoli a motore (come l'automobile, la motocicletta, il ciclomotore) per circolare sulle strade devono essere assicurati, cioè muniti di un'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile, come previsto dall'art. 13 della Legge 24.11.1981 n. 689.

perchè serve l'assicurazione obbligatoria?


Serve a tutelare civilmente il conducente ed il proprietario del veicolo in caso di incidente stradale od altro evento colposo provocato; in questo modo la Compagnia di assicurazione liquiderà alla controparte, entro un certo massimale indicato in polizza, per conto del conducente e/o del proprietario una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno subito, lasciando indenni i patrimoni di conducente e proprietario.

La compagnia di assicurazione però non risponde, in nessun caso, nei confronti di “multe” al Codice della Strada (violazioni amministrative che prevedono il pagamento di una somma di denaro, con eventuali sanzioni accessorie come il fermo o sequestro amministrativo, la sospensione o revoca della patente, in caso di inosservanza delle regole stabilite) o nel caso di reati (quali ad esempio le lesioni cagionate alla controparte a seguito di incidente, investimento, ….), limitandosi al solo aspetto civile.
In questi casi il conducente, ma anche il proprietario quale solidamente obbligato nel caso delle multe ai sensi dell'art. 196 del Codice della Strada, non hanno alcuna surroga da parte della Compagnia di assicurazione e devono rispondere in prima persona, non disponendo di nessuna forma di tutela.

Dunque nell'ambito amministrativo e penale la Compagnia di assicurazione non ha alcun interesse o diritto (proprio perchè non previsto per legge) a tutelare il conducente od il proprietario, che dovranno far valere direttamente i propri diritti, ma si limita semplicemente, nel caso civile, al risarcimento del danno la cui responsabilità sia attribuita in tutto od in parte al conducente del veicolo assicurato.

Come tutelarsi?

Telecamera Difesa Automobilista - the next generation può essere la soluzione!

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come difendersi?


Il problema in realtà è più ampio e controverso perché, ad esempio nel caso di sinistro stradale, l'aspetto civile è una conseguenza legata agli ambiti amministrativo e penale: il risarcimento dei danni dipende dalla condizione o meno di “colpa”, cioè l'aver violato qualche precetto del Codice della Strada (c.d. violazione amministrativa, cioè in gergo la “multa”) ovvero l'aver provocato lesioni ad altro utente della strada (pedone, ciclista, motociclista, automobilista, …) per l'innosservanza delle regole e della comune prudenza.
Un video di una dash cam Telecamera Difesa Automobilista - the next generation può dimostrare una condotta rispettosa delle regole della strada, di aver fatto tutto il possibile per evitare un incidente ma anche il comportamente negligente e pericoloso della controparte che viola le norme sulla circolazione stradale e le regole di prudenza, come ad esempio non far uso degli indicatori di direzione per svoltare, spostarsi di corsia senza segnalarlo, non arrestarsi all'incrocio in presenza dello "stop",  passare con il semaforo "rosso".
Come dimostrarli chiaramente senza una prova come un video? Come dimostrare di non aver provocato l'incidente?

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perché bisogna dimostrare di non aver provocato l'incidente?


Solo dimostrando di non aver causato un incidente stradale la responsabilità, inizialmente ripartita in parti uguali, può spostarsi totalmente a carico della controparte o ripartirsi tra i conducenti in percentuali differenti, proprio in virtù di quanto previsto dal Codice Civile.
L'art. 2054 del Codice Civile attribuisce per principio un concorso di colpa ai conducenti salvo che si dimostri di non aver provocato l'incidente.
Infatti l'articolo dispone che “il conducente di un veicolo senza guida di rotaie (ad. es. autoveicolo, motoveicolo, ciclomotore, ...) è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli [...]“.
Un filmato di quanto accaduto può essere utile per dimostrare quanto realmente accaduto, evidenziando la condotta irregolare della controparte, cioè la violazione ad una delle regole del Codice della Strada ed alla comune prudenza, accertando una presunzione de facto di inosservanza, cioè una responsabilità principale o secondaria nell'evento sinistroso, che significa “colpa”, con la controparte che resta gravata dall'onere di dare la prova liberatoria.
Se alla controparte viene attribuita una responsabilità piena o parziale di un sinistro stradale da parte delle compagnie di assicurazione, significa ottenere il risarcimento completo o quasi dei danni subiti.

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se l'offerta di risarcimento è insufficiente?


Talvolta l'offerta di risarcimento per i danni subiti può non soddisfare l'aspettativa (risarcimento giudicato insufficiente o non corrispondente alle effettive responsabilità ed ai danni presenti a persone e veicolo), instaurando un contenzioso inizialmente stragiudiziale, cioè negoziato direttamente tra le parti per addivenire ad un accordo bonario, attraverso accordi di mediazione, negoziazione assistita, la conciliazione paritetica, ...
Solo in caso di disaccordo si arriva ad un vero e proprio contenzioso nelle aule del Giudice di Pace o del Tribunale e solo da questo momento si può parlare di un vero e proprio processo.
Nella fase stragiudiziale la possibilità di ricostruire con precisione quanto effettivamente accaduto, attraverso la visione del filmato degli istanti antecedenti e successivi all'incidente stradale, unitamente magari ai rilievi eseguiti dagli organi di polizia stradale intervenuti, nella maggior parte dei casi consente alle parti di raggiungere un accordo con un'offerta di risarcimento "giusta" interrompendo e chiudendo il contenzioso appena instaurato, evitando un processo lungo e dagli esiti incerti, con soddisfazione reciproca delle parti.

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il processo


In un processo, per ottenere una sentenza favorevole, è necessario ottenere il convincimento del giudice della validità delle proprie ragioni, dimostrando la colpa della controparte.

In caso di incidente stradale bisogna dimostrare, con elementi oggettivi, cioè certi e non frutto di interpretazioni o di presunzioni prive di fondamento, la responsabilità della controparte, fornendo delle elementi di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio, in grado anche di "smontare" eventuali testimoni che, in buona o cattiva fede, possano dichiarare fatti o circostanze non rispondenti alla verità; in questo frangente è possibile far acquisire come elemento probatorio, cioè come fonte di prova, il filmato registrato con una Telecamera Difesa Automobilista - the next generation.

Dispone infatti l'art. 2712 del Codice Civile, che “le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose, formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime [...]”.

In pratica la controparte, per non far accettare il video come prova, deve dimostrarne la falsità, cioè che si tratta, ad esempio, di un montaggio non autentico, costruito ad hoc, che appare quanto mai difficile tenuto conto che, nei fatti, si è cristallizzato l'evento proprio così come si è verificato e che una ricostruzione, anche attraverso gli elementi oggettivi presenti sul teatro del sinistro come le tracce di frenata, lo scarrocciamento, le abrasioni sul manto stradale, confermerebbe pienamente quanto registrato dalla dash cam.

L'autenticità del video, qualora vi fossero ancora dubbi sull'autenticità, potrebbe essere nuovamente avvallorata dall'eventuale consulente tecnico nominato dal Giudice, che ne stabilirebbe l'originalità.

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la privacy


In dibattimento, la visione di filmati contenenti dati personali ad una cerchia ristretta di soggetti (in primis il giudice e poi i periti, i rappresentanti delle compagnie di assicurazione, gli avvocati e la controparte) non costituisce violazione della privacy né necessita di consenso della controparte, potendo ravvisare il fine esclusivamente personale del trattamento dei dati personali connesso alla tutela di diritti propri in sede giudiziaria, fattispecie rientrante nell'art. 5, comma 3, in combinato disposto con l'art. 24, comma 1 lettera f) del D.Lvo 196/2003.

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e nella pratica cosa succede ...


Fin qui è stata illustrata la teoria, ma nella pratica corrente, già in sede stragiudiziale, cioè prima di un processo o di un'azione legale, tra assicuratori, consulenti tecnici, periti e personale professionalmente preparato in tema di circolazione dei veicoli, è evidente il tentativo di trovare un accordo od una mediazione tra le parti, perchè molto meno oneroso di un processo spesso dall'esito incerto e di lunga durata; la possibilità di visionare il filmato, tramite la registrazione compiuta con una Telecamera Difesa Automobilista - the next generation, permette di stabilire ad esempio eventuali inosservanze istantanee (mancato uso dell'indicatore di direzione, luci di arresto non funzionanti, uso di telefono cellulare, ...) che difficilmente potrebbero emergere se non fossero salvate nella scheda di memoria della dashcam, consentendo di determinare con una precisione superiore la dinamica di quanto accaduto senza interferenze soggettive (si pensi alla valutazione soggettiva che un testimone può dare ...). Sulla base di quanto accaduto le compagnie di assicurazione stabiliscono il risarcimento dei danni e delle lesioni subite.

La chiusura della pratica di risarcimento di un sinistro prima di un processo fa sì che dal punto di vista della giurisprudenza non vi sia alcuna sentenza in merito, ma ciò significa che l'apporto dato da una dash cam Telecamera Difesa Automobilista - the next generation può essere utile per risolvere in tempi brevi la vicenda ottenendo il giusto risarcimento,  senza suscitare magari i clamori che una sentenza può generare. Ma in fin dei conti quello che conta è il risultato finale ottenuto!

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chi può acquisire i filmati di una dash cam?


L'acquisizione del filmato, da parte delle forze di polizia, nel caso di sinistro stradale con soli danni a cose, ovvero per altri eventi di natura civile, è possibile ai sensi dell'art. 13 delle Legge 24/11/1981 n. 689.
Recita infatti la norma che "gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica. [...]”

Nel caso invece di sinistro stradale con feriti (cioè con lesioni personali colpose, lesioni personali stradali, omicidio stradale, ... ma il discorso vale per qualsiasi reato), la polizia giudiziaria può procedere all'acquisizione del filmato se ritenuto elemento utile alla ricostruzione di quanto accaduto ed al prosieguo delle indagini, che può divenire a tutti gli effetti una prova per l'eventuale processo, ai sensi dell'art. 348 del Codice di Procedura Penale.
Viene infatti indicato che “1. anche successivamente alla comunicazione della notizia di reato, la polizia giudiziaria continua a svolgere le funzioni indicate nell'articolo 55 raccogliendo in specie ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e alla individuazione del colpevole.  2. Al fine indicato nel comma 1, procede, fra l'altro: a) alla ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al reato nonché alla conservazione di esse e dello stato dei luoghi; [...]”.

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aggiornamento


data ultimo aggiornamento: 20.07.2017


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