video con targa dell’auto leggibile: attenzione alla privacy!

Privacy e targa dell’auto: riflessioni sulla sentenza della Cassazione

Esiste la pericolosa abitudine di postare video sui social media che mostrano “in chiaro” la targa dell’auto oppure i volti delle persone; sono filmati realizzati da giovani ma anche adulti con smartphone, telecamere ma anche … dash cam, dimenticando però che sull’argomento la Corte di Cassazione ben si è espressa.

Il problema di fondo è che chiunque posta sul web un video, contenente le targhe leggibili di veicoli o i volti delle persone, è a rischio di sanzioni da parte del Garante della Privacy, perchè chi pubblica può avere trattato in maniera illecita i dati personali ed il Garante della Privacy è l’organo preposto al controllo.

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pubblicare la targa dell’auto: attenzione alla privacy

Approfondimento

La sentenza, di seguito indicata, della Corte di Cassazione nasce per motivazioni completamente diverse dalla circolazione stradale (la causa penale era relativa alla condanna di un investigatore e del relativo cliente), ma si basa sulla considerazione che il numero di targa di un veicolo, anche se è un elemento di dominio pubblico giacché visibile a tutti, resta comunque un dato personale poichè si configura come “numero di identificazione personale, come a titolo di esempio lo è il numero di telefono di una persona.

Per questo la Corte di Cassazione, con sentenza 44940 del 2 dicembre 2011, ha ritenuto dato personale “anche il numero di targa del veicolo, a nulla rilevando che esso sia visibile a tutti quando l’auto (ma questo vale anche per un motociclo, un ciclomotore, … ndr) circola per strada. Ciò che rileva, ovviamente non è il numero in sè, ma il suo abbinamento ad una persona. Del resto, in tal senso si è orientata la giurisprudenza di questa di Corte, ad es. con riferimento al numero di utenza cellulare di un soggetto. Anche in questo caso, per altro, soccorre la stessa lettera della legge (art. 4, comma 1, lettera b) che qualifica “dato personale” qualunque informazione relativa ad una persona (fisica), identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.

targa dell'auto è dato personale

targa dell’auto è dato personale

Definizione di dato personale

Per conoscere la definizione di dato personale è semplice: all’art. 4 del Codice in materia di protezione dei dati personali (il c.d. Codice Privacy) viene indicato come “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”.

Viene definito trattamento, qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di dati.

Ricapitolando:

  • la targa dell’auto è considerata un numero di identificazione personale poichè con la targa è possibile risalire alle generalità della persona intestataria e proprietaria del veicolo, tramite visura al PRA (Pubblico Registro Automobilistico)
  • una fotografia od un video che contengono delle persone riconoscibili o la targa leggibile di un’auto sono considerati trattamento di dati personali.

Persone fisiche e privacy

Il Codice Privacy, all’art. 5 (Oggetto ed ambito di applicazione) comma 3,  specifica che “il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.”

Cosa significa?

In pratica che una persona fisica (escludendo quindi tutte le imprese) che scatta fotografie e/o realizza video che riprendono persone in un luogo pubblico od accessibile non è soggetto al rispetto integrale del Codice Privacy, dovendo comunque evitare di cagionare danni in conseguenza del trattamento dei dati, custodendoli con diligenza; viene ulteriormente limitato il campo di azione alle persone fisiche, specificando che il trattamento dei dati deve essere:

  • per fini esclusivamente personali
  • senza comunicazione sistematica
  • senza diffusione.

Di fatto la ripresa o la foto non devono avere finalità professionali e/o commerciali nè pretesa diversa dal fine personale (ad es. raccolta di foto per un proprio album da far vedere ad amici e in famiglia, …).
Per comunicazione sistematica il Codice Privacy intende il dare conoscenza dei dati personali a uno o più soggetti determinati diversi (ad es. familiari, amici, collaboratori) dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dello Stato, dal responsabile e dagli incaricati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione, con azioni ripetute, programmate.
Per diffusione il Codice Privacy intende invece il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione; tipico esempio sono i video caricati su social media che possono essere visti da chiunque.

Se non si rispettano le tre condizioni predette, il Codice Privacy deve essere applicato integralmente, con tutte le conseguenze del caso.

Pubblicazione di video on line

Colui che carica in rete un video od una fotografia nel cui contenuto vi è la presenza di un soggetto identificato o identificabile oppure la targa dell’auto leggibile, de facto sta compiendo una diffusione di dati personali (il viso, la targa, …), ragion per cui non sta facendo trattamento dei dati per fini esclusivamente personali senza comunicazione sistematica o diffusione (art. 5, comma 3, del Codice Privacy), di conseguenza colui che ha postato il video o la foto deve ottemperare a tutte le norme stabilite nel Codice Privacy, tra cui l’informativa ai sensi dell’art. 13, il consenso esplicito al trattamento dei dati, le modalità di trattamento e conservazione, … con il rischio che la persona interessata (il soggetto ripreso, il proprietario del veicolo, …) possa avanzare pretese risarcitorie per i danni cagionati alla sua immagine dovuti alla diffusione del video ovvero che il Garante della Privacy condanni colui che ha pubblicato il video alle sanzioni previste, che sono dell’ordine di migliaia di euro.

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E per i video ripresi delle dashcam?

L’utilizzo di una dashcam Telecamera Difesa Automobilista – the next generation ha l’obiettivo di aumentare la tutela e la sicurezza personali del conducente, per cui l’uso personale è evidente; se non si pubblicano on line i video, oppure se vengono pubblicati “oscurati” in corrispondenza di volti e targhe dei veicoli, così da evitare la pubblicazione di dati personali, non si sta effettuando alcun trattamento di dati personali.

dash cam di qualità professionale

dash cam di qualità professionale

In caso di incidente stradale od altro evento significativo, essendo un evento casuale, fortuito e non prevedibile a priori, non può essere considerato sistematico o programmabile, per cui il video, che conterrà la targa dell’auto della controparte e magari anche persone di passaggio estranee all’evento, potrà essere fatto visionare ai soggetti definiti della catena assicurativa (periti, compagnie, liquidatori e giudice) ai soli fini del risarcimento o della difesa personale, non configurandosi la fattispecie della comunicazione sistematica; i soggetti della catena assicurativa sono tenuti comunque al segreto professionale del contenuto della comunicazione occasionale.

Data ultimo aggiornamento della pagina: 31.08.2017

21 Comments

  1. Claudio ha detto:

    Ho appena acquistato una dash cam 2.7″ Full HD 1080P con G-sensor che non ho capito come usare, se dovessi recensirla farebbe piacere sopratutto per le funzioni, comunque avevo un dubbio sulla privacy: abito in centro storico con annesso posto auto volevo sapere se lascio accesa la dash cam all’interno della corte, che è accessibile a chiunque perchè il portone è sempre spalancato perchè rotto, rischio problemi con qualche inquilino del condominio.
    Grazie

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno sig. Claudio,

      una dashcam, per la definizione stessa dell’apparecchio, è un dispositivo utilizzato per riprendere quanto succede sulla strada (definitiva dal Codice della Strada come “area aperta alla circolazione di veicoli, animali e pedoni”) per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica o diffusione a soggetti indeterminati (social media come ad es. Youtube, Facebook, …). In questi casi il riprendere sulla pubblica via per fini personali non rientra nel campo di applicazione del Codice della Privacy ad eccezione di alcuni aspetti che, con un comportamento “normalmente” diligente, si rispettano tranquillamente (assicurare che i dati non possano essere sottratti, ….), per cui il campo di utilizzo è abbastanza libero.
      Nel caso invece di una corte comune, che è comunque una proprietà privata, può venire meno l’esigenza di tutelare la propria sicurezza stradale (non è una strada); l’esigenza di sua sicurezza va bilanciata con gli interessi da tutelare degli altri inquilini, poichè viene invasiva della sfera personale dell’abitazione e della vita privata.
      Per tutelare i beni presso la propria residenza o domicilio esistono sistemi di videosorveglianza, che sono diversi dalle dashcam; in questo caso vanno bilanciati gli interessi in gioco, tenuto conto che esiste un reato che è l’interferenza nella vita privata (art. 615 c.p.); a tal fine consiglio una lettura del provvedimento del Garante della Privacy in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010, dove si trovano interessanti informazioni in merito alla videosorveglianza in area comuni condominiali.

      Personalmente eviterei un utilizzo difforme della dashcam da quello per cui è stata progettata.

      Cordiali saluti.

  2. rosario ha detto:

    Salve,

    ma la violazione della privacy vale anche nel caso in cui io faccio un filmato che tratta temi non inerenti alle auto che magari si vengono a trovare casualmente nel percorso mentre sto filmando?
    Mi hanno contestato un video dove io faccio vedere i marciapiedi rotti ed inaccessibili alle sedie a rotelle, essendo io un disabile; nel fare questo filmato casualmente si intravedono macchine parcheggiate non tirate in causa, dove purtroppo casualmente si intravedono le targhe.

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno Rosario,

      il trattamento illecito di dati personali si può configurare anche nel riprendere, in talune circostanze, la targa di un veicolo. Tale ipotesi si concretizza allorquando il proprietario del veicolo è una persona fisica, poichè nella definizione di “dato personale”, si indica “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.”. La targa diviene un numero di identificazione che tramite banca dati del PRA o del DTT consente di individuare in maniera univoca una persona fisica.
      Viceversa se il veicolo è intestato ad una società, cioè ad una persona giuridica, la condizione viene meno e dunque riprendere la targa del veicolo e pubblicarlo poi ad esempio sui social media (c.d. “diffusione”) non necessita di alcun preventivo consenso.
      L’art. 24 del Codice Privacy cita i casi in cui il trattamento dei dati non richiede il consenso.
      Nel Suo caso si tratta di valutare se esiste la fattispecie di cui agli artt. 136 e 137 del Codice ovvero il “trattamento temporaneo finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione artistica” che può essere effettuato anche senza il consenso dell’interessato previsto dagli articoli 23 e 26 del Codice.
      Se non ricade questa ipotesi è lecita la contestazione di un trattamento dei dati personali senza consenso, cioè illecito, con tutte le conseguenze del caso.

      Cordiali saluti.

  3. Ugo ha detto:

    Prendo spunto da quanto spiegato tempo fa da un avvocato penalista: se finalizzata a tutela di sè o di altri da comportamento illecito di terzi, in atto o anche solo ipotizzabile, la videoripresa e/o la registrazione sonora possono avvenire in modo occulto senza autorizzazioni, liberatorie, ecc ed essere eventualmente prodotte come prove. E’ il caso ad esempio di chi si reca ad una trattativa ove teme la controparte possa minacciarlo, fargli richieste scorrette, o cercare di imporre condizioni illegali; diverso è se si riprende/registra di nascosto soggetti terzi a insaputa dei medesimi mentre non stanno nè interagendo con noi nè provocando danno alcuno a noi o altri; in tal caso saremmo in torto persino senza diffondere le immagini (diversamente non si spiegherebbe l’obbligo di apporre i cartelli di zona videosorvegliata). Se anche lei mi conferma quanto in premessa le chiedo se, per fare un esempio legato alla circolazione stradale, siano legalmente attuabili i due seguenti livelli di “intervento” nel caso d’occupazioni di scivoli per carrozzine e stalli di sosta per disabili:
    1 – videoripresa/foto incorporanti date e ora nei tag del files e rapida consegna su qualsiasi supporto informatico alle autorità, a corredo di regolare denuncia, meglio se con indicazione di eventuali testimoni presenti, anche se non dovrebbero servire perché un’eventuale perizia può escludere la fotorielaborazione da parte dell’autore. Senza denuncia (mi corregga se sbaglio) foto e riprese non scattate da agenti in servizio non valgono quali prove.
    2-videoripresa/foto come sopra, ma tassativamente in presenza di testimoni e successiva pubblicazione dei reprobi sul web. Lei dirà “Come, un’ipotesi del genere dopo la sentenza che abbiamo testè sviscerato?” D’accordo ma se questa operazione viene effettuata quale esplicita pubblica denuncia on line, corroborata da testimoni, di una violenza perpetrata a danno di alcuni membri della nostra società, non si rientra forse nel primo caso esposto dal penalista di cui sopra? E non si verifica quindi il caso in cui chi si sentisse “leso” da tale pubblicazione non può far nulla senza rischiare di incappare lui nella denuncia da parte delle autorità cui si rivolgesse? Lo chiedo constatando che spesso, in presenza di reato/illecito conclamato, trasmissioni come “LE Iene” e “Striscia la Notizia” pubblicano i volti e i nomi dei truffatori, magari in fuga, che ben se ne guardano dal denunciare l’emittente.

    Lieto di un suo parere la saluto.

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno sig. Ugo,

      l’argomento “dati personali” interessa contemporaneamente aspetti legati al Codice Privacy, al Codice Penale ed al Codice Civile.
      Per l’aspetto privacy vale quanto già detto, ovvero dipende dalla finalità che se ne fa dei dati personali e da chi li utilizza.
      Il fine strettamente personale senza comunicazione sistematica o diffusione non impone regole particolari se non quelle della conservazione (sicurezza) e responsabilità dei dati stessi (art. 5 comma 3 del Codice Privacy).
      E’ evidente che la conformità a tale dettato non è sufficiente a non violare altri aspetti: riprendere con una dashcam sulla pubblica via uan persona che cammina è diverso dal riprendere lo stesso soggetto all’interno di casa sua magari con un teleobiettivo, in questo caso vi è un’interferenza nella vita privata anche se si rispettano i dettami del Codice Privacy.
      Dunque ogni caso va soppesato sulla base anche di altri aspetti.
      Tornando al tipo di “interventi” citati, il Codice della Strada, all’art. 158, comma 2 lettera g) indica:
      “La sosta di un veicolo è inoltre vietata: […] g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli; […]”
      punito ai sensi dell’art. 158, comma 5, con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma di denaro (p.m.r.) di 85 Euro (scontato del 30%, pari a 59.50 Euro) e la decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del conducente (4 se neopatentato). E’ altresì prevista la rimozione del veicolo ai sensi art. 159 C.d.S.
      L’accertamento della violazione è a carico degli organi di polizia stradale di cui all’art. 11 del C.d.S..
      Cosa può fare Lei?
      Avvisare polizia, carabinieri, polizia locale, guardia di finanza, polizia penitenziaria, … segnalando questa violazione; l’accertamento de visu da parte degli stessi, con relativo verbale di accertamento, ha fede privilegiata, dunque delazioni o avvisi di cittadini costituiscono una segnalazione mirata, magari anche corredata di foto, ma è il pubblico ufficiale che fa la differenza.
      Personalmente Le sconsiglio di effettuare pubblicazione sul web in cui siano visibili persone, targhe e più in generale dati personali; l’uso illecito degli spazi asserviti alle persone diversamente abili è già punito con una sanziona amministrativa e, come tale, chi sbaglia è soggetto a quella “punizione”, non è considerato dal Legislatore un reato e come tale va trattato, seppure sia un comportamento riprovevole e fastidioso; il resto rischia di diventare un boomerang per l’esponente/delatore.
      Il diritto di cronaca da parte dei giornalisti è disciplinato nel Codice Privacy, con regole diverse rispetto al comune cittadino.

      Cordiali saluti.

  4. Lucrezia ha detto:

    Salve,

    ma se la targa è confusa perchè ripresa da lontano ed anche ingrandendo la foto si legge male, posso lo stesso essere denunciata per violazione della privacy?

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno Lucrezia,

      dalla definizione di “dato personale”, cioè qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale, si desume che:
      1) se la targa è leggibile, cioè si riesce la leggerne la sequenza, seppure con difficoltà, quella è un dato personale;
      2) se la targa non è leggibile non è un dato personale.
      La norma parla infatti di persona fisica identificata o identificabile anche indirettamente.
      Se la targa si legge male ma si legge od è possibile comunque risalire alla sequenza alfanumerica e dunque al proprietario allora, in assenza di suo consenso (art. 23 Codice Privacy), nel caso di filmato pubblicato, qualora non ricada nei casi nei quali il consenso non è richiesto (art. 24 Codice Privacy), la persona “offesa” potrebbe segnalare il trattamento illecito dei dati al Garante della Privacy per la successiva irrogazione della sanzione prevista, fatto salvo il diritto al risarcimento danni.

      Cordiali saluti.

  5. Marco ha detto:

    Quante regole assurde, il risultato è che la gente ha paura di registrare ed altri i….. (ipocriti) ti minacciano perchè li registri, in un mondo dove le telecamere sono ovunque e la privacy non esiste. Io dico di combattere il più possibile queste leggi oppenendosi.

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno Marco,

      posso capire lo sfogo, ma ricordo comunque che una ripresa sulla pubblica via con una dashcam non ha così tanti vincoli come qualcuno pensa, l’importante è ricordarsi sempre la finalità e l’utilizzo: fini esclusivamente personali, come la tutela della propria patente di guida e del proprio veicolo, assenza di comunicazione sistematica o diffusione sui social media.
      Direi che la visione è meno “pessimista”, comunque c’è e ci sarà ancora molto da fare per migliorare la tutela di diritti e doveri legati alla privacy.

      Cordiali saluti.

  6. Enrico ha detto:

    Siamo all’assurdo… Uno riprende una bella auto d’epoca e viene citato per richiesta danni per la visione della targa. Potrebbe essere un modo come un altro per taglieggiare dei poveri cristi che mai e poi mai pensano di incorrere in un’infrazione risarcitoria.

  7. Rossano ha detto:

    se filmo un comportamento pericoloso da parte di un automobilista con la mia dashcam a chi posso darlo legalmente? In che modo?

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno Rossano,

      la dashcam è una telecamera che registra immagini con e senza dati personali; nasce con finalità esclusivamente personale di colui che la utilizza, ovvero per proteggere e tutelare interessi personali come la propria patente di guida ed il veicolo.
      Se nel filmato sono riprese persone e/o targhe di veicoli, siamo in presenza di dati personali e come tali il processo di acquisizione, trattamento e comunicazione deve avvenire nel rispetto del Codice Privacy, cioè del D.Lvo 196/2003.
      Nel caso di utilizzo per finalità personali, circostanza che non richiede particolari vincoli stringenti, non deve esserci comunicazione sistematica o diffusione del filmato.
      Segnalare comportamenti pericolosi è un diritto/dovere di ogni automobilista, per tutelare sè e gli altri utenti della strada, ma questo può avvenire anche senza la presenza di filmati; in presenza di illeciti sarà facoltà degli organi di polizia di cui all’art. 11 del Codice della Strada chiedere il filmato come prova, secondo le modalità stabilite in base alla violazione commessa, se amministrativa ovvero penale.

      Cordiali saluti.

  8. Andrea ha detto:

    Buongiorno,

    volevo chiedere un’informazione. Poniamo il caso che un’azienda decida di installare dash cam sui propri veicoli con la finalità di verificare la dinamica di eventuali sinistri e, senza procedere ad alcuna diffusione delle immagini, anche per tutelare la sicurezza dei lavoratori.
    Rispetto a questa installazione, restano validi gli oneri di richiesta di installazione alla Direzione Territoriale del Lavoro o previo accordo sindacale?
    La mia domanda nasce dal fatto che, potenzialmente, potrebbero essere coinvolti dalle riprese anche lavoratori e quindi penso entri in gioco anche questo aspetto. Ritengo quindi applicabili tutti gli oneri previsti dal Provvedimento in materia di Videosorveglianza, quali informativa al dipendente, incarichi e nomine per i soggetti che potranno accedere alle immagini, addirittura potrei ipotizzare l’installazione di una vetrofania informativa.
    Volevo quindi chiedere Sua opinione circa questi aspetti.

    Grazie.

    • mm Gabriele ha detto:

      Buongiorno Andrea,

      il trattamento dei dati ha regole diverse a seconda della tipologia di persona (fisica o giuridica) e della finalità degli stessi.
      Il ragionamento formulato appare corretto, poichè la finalità della dashcam sarebbe quella di tutelare il veicolo aziendale ed il lavoratore. Risulta altresì obbligatoria il pittogramma e quanto previsto dal Codice Privacy e dal decreto sulla videosorveglianza, dovendo per un’azienda applicare integralmente il D. Lvo 196/2003.
      Volendo però è possibile altresì ribaltare la questione, rendendo meno “burocratica” la situazione.
      E’ il caso di un’impresa che acquista le dashcam (con regolare fattura) e che le fornisce in comodato d’uso (od altra forma) al lavoratore (opportuno che il tutto sia documentabile, cioè scritto nero su bianco e firmato), il quale ne dispone l’utilizzo durante la propria attività lavorativa per fini esclusivamente personali quali tutelarsi in caso di incidente che lo vede coinvolto. Va da sè che ogni beneficio derivante dall’utilizzo della dashcam da parte del lavoratore ricade, di conseguenza, in favore dell’azienda: in caso di incidente se dimostra di aver ragione, l’impresa proprietaria del veicolo ottiene il completo risarcimento del danno, viceversa se non può dimostrare quanto realmente accaduto o non fornisce prova a sua discolpa (art. 2054 c.c.) può rischiare una sanzione (e ricordo che solidamente obbligato è comunque l’impresa proprietaria del veicolo) o la sospensione della patente, … ed il risarcimento svanisce, creando un danno anche all’impresa.
      Nel caso di utilizzo, da parte di persona fisica, per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica ovvero diffusione, vengono meno quasi tutti i “cavilli” del D.Lvo 196/2003, eliminando le formalità previste ad eccezione di quelle previste dall’art. 5 comma 3 (“Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali è soggetto all’applicazione del presente codice solo se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilità e di sicurezza dei dati di cui agli articoli 15 e 31.”), ma sono ampiamente soddisfacibili, senza particolari problemi.
      L’utilizzo nei 2 casi è lo stesso ma gli obblighi in capo all’impresa e alla persona fisica sono ben diversi.
      Una corretta spiegazione al personale dipendente, informandolo della possibilità di essere più tutelati sulla strada in modo “concreto” ed efficace tramite una dashcam e non per essere controllati, unito al fatto che tutti i dati sono registrati sulla scheda di memoria nella loro disponibilità, può favorire l’utilizzo nella seconda ipotesi, con notevoli benefici e risparmi di tempo e denaro per l’impresa.
      Oltretutto alcuni studi dimostrano che lo stesso conducente che usa una dashcam adotta una condotta di guida più prudente e rispettosa delle regole.

      Cordiali saluti.

  9. Marcello ha detto:

    E’ possibile chiarire una volta per tutte la situazione che andrò ad esporre?
    Allora, io cittadino noto il conducente di un veicolo che, sceso dallo stesso, butta dei sacchi di spazzatura nei cassonetti, in orari nei quali non è consentito.
    Del tutto faccio un filmato dove e’ riconoscibile marca, modello e numero di targa del veicolo.
    Posso far vedere il fimato agli agenti della Polizia Municipale senza incorrere in azioni illecite?
    E nel caso, gli agenti, pur non avendo accertato de visu tale infrazione, possono elevare la sanzione solo in base al filmato fornito?
    Saluti

    • Blogger ha detto:

      Buongiorno Marcello,
      gli atti di accertamento relativi a violazioni amministrative, laddove non oggetto di leggi speciali, ricadono nel campo di applicazione dell’art. 13 della L. 689/1981, che dice: Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.[…].
      Il problema semmai è che gli atti di accertamenti sono resi pubblici alla controparte, costituendo “prova” di quanto realmente accaduto, significando che la controparte, laddove l’accertamento fosse infondato o comunque viziato anche solo formalmente e tale da annullare la “multa”, potrebbe in seconda battuta richiedere un risarcimento del danno cagionato, poichè è stato creato un danno.
      Infine l’accertamento compiuto non direttamente da parte di personale delle forze di polizia non gode della fede privilegiata.

      Cordiali saluti

  10. Barbara ha detto:

    Buongiorno,
    una vicina di casa ha fotografato la mia auto in sosta davanti al mio garage e, siccome il regolamento condominiale vieta di parcheggiare negli spazi comuni, ha mostrato la foto dell’auto all’amministratore. Si tratta di violazione della privacy?

    • Blogger ha detto:

      Buongiorno Barbara,

      trattandosi di spazi comuni accessibili a tutti non si riscontrano violazioni alla privacy. Se l’utilizzo da parte della vicina avviene per finalità personali e non ne ha fatto una comunicazione sistematica od una diffusione (ad es. su youtube, facebook, …) non c’è alcuna violazione né illecito.
      Probabilmente richiede il rispetto di quanto previsto dal vs. regolamento e, a testimonianza della reale situazione, ha fornito una prova a sostegno delle proprie ragioni personali.

      Cordiali saluti.

      • Barbara ha detto:

        In questo caso però l’amministratore mi ha comminato una multa di 200 Euro.
        Posso chiedere il risarcimento del danno cagionato?

        • Blogger ha detto:

          Buongiorno Barbara,
          che danno le avrebbe cagionato la vicina di casa?
          L’inosservanza del regolamento condominiale è una violazione che ha commesso e come tale, se il regolamento lo prevede, è soggetta a quella sanzione, perchè se ci sono delle regole vanno rispettate.
          Il Garante della Privacy si è già espresso in situazioni analoghe non ravvisando alcuna violazione della privacy.
          Se ritiene illegittima, trattandosi di rapporti tra privati, può ricorrere secondo giustizia ordinaria.

          Cordiali saluti.

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